Il più importante centro di produzione di maiolica artistica d’ Italia nell’arco di sette secoli: dalla fine del XIII agli inizi del XX secolo.

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Cari Lettori,

sono appena arrivato a Pitigliano dove mi aspetta un mese di “full immersion” nella storia della maiolica di Acquapendente e sono stato informato di una grande festa in costume che si terrà il prossimo Ferragosto presso il castello di Montorio (di Sorano), per festeggiare la famosa Battaglia di Montorio del 7 maggio 1486.

Poiché l’assegnazione di questa battaglia a Montorio nel comune di Sorano (GR) è stata un mio scoop del maggio 2013, vi ripropongo di seguito il saggio in oggetto.

Il merito maggiore di questa scoperta storica non è del sottoscritto, bensì di Fabiano Fagliari Zeni Buchicchio che ha scoperto e trascritto i due documenti che attestano in modo inequivocabile dove si svolse la battaglia fra l’esercito della Lega guidato da Alfonso D’Aragona, duca di Calabria contro l’esercito pontificio guidato da Roberto Sanseverino.

Buona lettura!

https://drive.google.com/file/d/0B-p5VNXO21sWVENhV2x4eXhMNXVnbHhoV3ZheG12bHhGTmE0/view

Milano 12-02-2016

Caro Riccardo,

mi complimento con te per il saggio “Una famiglia di ceramisti figuli in Acquapendente – Magister Mutius di Angelo Rimedi – Secolo XVI” pubblicato recentemente sul blog “La Maiolica di Acquapendente” e ti ringrazio per questo tuo secondo contributo in meno di un anno di vita di questo strumento di divulgazione ceramica via web, appena nato, ma certamente destinato a crescere rapidamente.

Il tuo saggio è praticamente diviso in due parti; la prima dedicata a Domenico Fuschini, il multiforme personaggio di fine XIX inizi XX secolo, nato in Abruzzo e vissuto avventurosamente tra Firenze, Orvieto ed Acquapendente; la seconda parte incentrata sulla dinastia cinquecentesca dei vascellari figuli Remedi o Rimedi, attivi per due generazioni ad Acquapendente dal 1530 circa sino alla fine del secolo.

Per quanto riguarda il Fuschini mi riprometto di approfondire in futuro gli studi sul periodo orvietano, quello della società con Marcioni e Lucatelli (A. Satolli – documentazione non riciclata.. – ISAO – Orvieto 2011), per tentare di analizzare le tipologie di maioliche arcaiche e rinascimentali (in particolare il PETAL-BACK) scavate, restaurate e vendute in tutta Europa. Per adesso, sempre nell’intento di legare i documenti alle maioliche, allego qui di seguito le foto recto e verso di un vassoio prodotto nella fabbrica di Domenico Fuschini in Acquapendente nel periodo 1926-1933. Il vassoio era sicuramente completato da una bottiglia che poggiava sul cavetto centrale e da sei piccoli bicchieri. La tecnica relativa alla copertura è quella della decorazione sopra-vetrina, senza stagno e ingobbio, con possibilità forse di soffiatura di una seconda vetrina. La scritta sul verso è invece sotto-vetrina, realizzata direttamente sul biscotto. Sul recto i decori sono realizzati a mano libera, in modo mirabile e sono di tre tipi diversi tutti di origine orientale, ripresi dalla grande produzione rinascimentale cinquecentesca aquesiana: – dall’esterno verso l’interno – gli archetti di origine cinese (le costellazioni del cielo), la palmetta persiana e le perle incastonate. Il tutto quindi ripreso dalla produzione maiolica del XVI secolo, ma non si tratta di un esercizio di copia né di un tentativo di realizzare un falso d’epoca, bensì un’opera moderna, originale, semplice ed essenziale realizzata con eleganza di forme e di disegno, con materiali molto economici tesi a ridurre i costi i produzione, in linea con la secolare tradizione locale.

Foto numero 1

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Vassoio marcato Fuschini – Acquapendente, in Coll. privata a Milano

Per quanto riguarda i vascellari Remedi invece, poichè come sempre sono più attratto e affascinato dalla produzione aquesiana rinascimentale, ho preferito analizzare e studiare l’arte di Angelo, il capostipite, e le sue opere del periodo 1530 -1550. Il nostro figulo appare per la prima volta nel documento inedito dell’archivio notarile di Viterbo del 1537 (notarile Acquapendente – 178 – Sforza Bernardino De Perusio 1536 – 1539, foglio 64 r-v), dove partecipa al gruppo elitario dei venditori dell’arte dei vascellari. La sua presenza è confermata anche nel 1546 (atto notarile – prot. 480, foglio 247/249 – Ludovico Morello quondam Bartolomeo 18/2/1546) e quindi nel periodo ancora di massima fortuna economica e di grande espansione della produzione maiolica locale, anche se a mio avviso il massimo della qualità viene raggiunto tra il 1450 e il 1520.

Non voglio dilungarmi oltre e sottopongo alla tua attenzione a quella dei frequentatori del blog, la foto di due stupendi albarelli in collezioni private, prodotti intorno al 1530 circa per l'”ospizio dell’Angelo” ad Acquapendente, infatti reca in alto sopra il cartiglio farmaceutico (Popoleon l’uno e Sur-rosato l’altro), il marchio economico R.A. per Remedi Angelo;

 

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sotto il cartiglio è dipinto in modo straordinario un angelo a figura intera quale emblema dell’ospizio. Quindi la mia lettura iconografica dei vasi ribalta quella degli Accademici Blablaisti per i quali il marchio economico del vasaio veniva indicato come emblema di una ipotetica farmacia conventuale. Questa tipologia di vasi da spezieria prodotti in grande quantità sin dai primi decenni del XVI secolo sono stati spesso attribuiti in passato a Casteldurante e come al solito senza validi motivi storici, tecnici o scientifici; prossimamente presenterò su questo blog un mio studio che li assegna definitivamente ad Acquapendente.

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Grande albarello in coll.privata Firenze

5Albarello dalla coll.Bayer, num.18 pag. 78/79

Sottopongo inoltre alla vostra attenzione una bella coppa con il ritratto d una signora dell’epoca, 1550 circa, molto incisivo, siglato ai lati del volto R.A parafati, ancora la sigla di Angelo!

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Coppa in coll.privata nelle Marche

Per finire visto il successo di CREMELIA BELLA della seconda metà del XVI secolo, vi prego di ammirare l’ultima foto recto e verso della Bella BIANCIFIORE, piatto di proprietà di un famoso antiquario parigino, sicuramente aquesiana e forse prodotta nella bottega dei Remedi.

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Inseriamo l’intervista a Alberto Piccini circa alcuni dubbi venuti alla luce dopo l’intensa conferenza sulla ceramica di Acquapendente tenutasi nel mese di maggio 2015 presso la sala conferenze del Museo della Città di Acquapendente (VT).

L’intervista è stata divisa in quattro parti, buona visione.

Iconografie Caravaggesche nella vascelleria popolare

di Riccardo Pivirotto

Ceramica Aquesiana

La Pittura “I dipintori … stanno a sedere … e il lavor che si dipinge si tien sui ginocchi con una mano sotto …”

(dal Piccolpasso Li tre libri dell’arte del vasaio)

La ceramica che ha accompagnato l’uomo nella sua evoluzione, contribuì nel medioevo e soprattutto nel rinascimento a sensibilizzare la cultura popolare. Le umili dimore, povere di arredi e di contenuti, furono impreziosite con suppellettili dalla svariata forma e dalla multicolore iconografia. L’uso giornaliero degli oggetti in ceramica era tale che molti cedevano ad altri lo spazio sulla mensa terminando la loro utilità, come spesso accadeva in quel tempo, in depositi temporanei di raccolta o gettati all’esterno delle abitazioni. Oggi a seguito delle attività archeologiche e da rinvenimenti occasionali, si recuperano numerosi depositi ceramici, caratterizzati da singolari produzioni plastiche con decori policromi, i quali ci inducono a riflettere sulla loro origine. Nel sedicesimo secolo le trasformazioni territoriali furono influenzate dalle mire espansionistiche di città contrapposte, gli ottimi rapporti delle importanti casate: Orsini, Farnese e poi Medici, consentì di intensificare gli scambi culturali, artistici e artigianali, dando la possibilità di arricchire il crescente fabbisogno popolare con produzioni ceramiche. In quel periodo la trasformazione storica risentì delle influenze economiche attraverso l’istituzione di nuovi laboratori artigianali, vere e proprie fucine, frequentate da talentuosi artisti che nel plasmare l’argilla esaltavano forme e decori. La ceramica utile alla mensa conventuale e popolare iniziò presto ad assumere socialmente un posto di rilievo entrando in ogni nucleo familiare, tanto che nei nobili palazzi divenne l’elemento insostituibile e persino gli alti prelati esibirono la loro agiatezza, imprimendo nella vascolarità delle forme la propria insegna nobiliare. L’Importante centro di Acquapendente, prossimo alla contea degli Orsini, annoverava in quel periodo una presenza cospicua di mastri vasai, le numerose botteghe, realizzava manufatti di vario genere con decori definiti “popolareschi”. La laboriosa cittadina organizzata strutturalmente attorno all’importante arteria stradale di notevole transito e di raccordo tra i paesi del nord e Roma: la Francigena rese agevole il commercio delle arti figurative, divenendo tappa obbligata per viaggiatori, artisti, alti prelati, nobili Signori e pellegrini. Ancora »

Voglio innanzi tutto congratularmi con tutti i soci dell’Archeoclub di Acquapendente per il preziosissimo lavoro che hanno sempre svolto e che svolgono in questa nuova fase di ricostituzione del Club. Voglio però aggiungere come amministratrice e rappresentante dell’Assessorato alla Cultura, che il Comune di Acquapendente e tutti i suoi cittadini devono molto all’attività e all’opera di tutti voi e che, quando si parla di Cultura “di tutti e per tutti“, ci si riferisce  a ciò che l’Archeoclub di Acquapendente sta producendo.

Non soltanto i ritrovamenti, ma anche  gli studi e gli approfondimenti storici che questi stimolano, trasmettono a tutti “cultura” e fanno conoscere a tutti la storia della nostra città, le nostre radici e le nostre eccellenze.

Vi auguro un buon lavoro e auspico che tra le “Istituzioni” e il Club continui quella collaborazione che c’è stata fino ad oggi.

“In bocca al lupo”!!!!

Anna Belardi

Assessore alla Cultura Comune di Acquapendente