In esclusiva per il blog sulla ceramica di Acquapendente il video della conferenza tenutasi ad Acquapendente il 29 agosto 2015.

Titolo conferenza:

LA SIMBOLOGIA DELLA PASSIONE DI CRISTO NELLA MAIOLICA DEL LAZIO

Relatore ROMUALDO LUZI

 

A testimoniare dell’importanza di quello che stiamo facendo, di recente questo blog è stato menzionato nell’ultimo numero di Faenza (°2-2015) a pag.51, nota 29 nell’articolo di Marino Marini sull’attività del Museo Nazionale del Bargello a Firenze, a cui è stato Donato il famoso piatto con “Cremelia Bella ” attribuito ad Acquapendente.

 

 

Milano 12-02-2016

Caro Riccardo,

mi complimento con te per il saggio “Una famiglia di ceramisti figuli in Acquapendente – Magister Mutius di Angelo Rimedi – Secolo XVI” pubblicato recentemente sul blog “La Maiolica di Acquapendente” e ti ringrazio per questo tuo secondo contributo in meno di un anno di vita di questo strumento di divulgazione ceramica via web, appena nato, ma certamente destinato a crescere rapidamente.

Il tuo saggio è praticamente diviso in due parti; la prima dedicata a Domenico Fuschini, il multiforme personaggio di fine XIX inizi XX secolo, nato in Abruzzo e vissuto avventurosamente tra Firenze, Orvieto ed Acquapendente; la seconda parte incentrata sulla dinastia cinquecentesca dei vascellari figuli Remedi o Rimedi, attivi per due generazioni ad Acquapendente dal 1530 circa sino alla fine del secolo.

Per quanto riguarda il Fuschini mi riprometto di approfondire in futuro gli studi sul periodo orvietano, quello della società con Marcioni e Lucatelli (A. Satolli – documentazione non riciclata.. – ISAO – Orvieto 2011), per tentare di analizzare le tipologie di maioliche arcaiche e rinascimentali (in particolare il PETAL-BACK) scavate, restaurate e vendute in tutta Europa. Per adesso, sempre nell’intento di legare i documenti alle maioliche, allego qui di seguito le foto recto e verso di un vassoio prodotto nella fabbrica di Domenico Fuschini in Acquapendente nel periodo 1926-1933. Il vassoio era sicuramente completato da una bottiglia che poggiava sul cavetto centrale e da sei piccoli bicchieri. La tecnica relativa alla copertura è quella della decorazione sopra-vetrina, senza stagno e ingobbio, con possibilità forse di soffiatura di una seconda vetrina. La scritta sul verso è invece sotto-vetrina, realizzata direttamente sul biscotto. Sul recto i decori sono realizzati a mano libera, in modo mirabile e sono di tre tipi diversi tutti di origine orientale, ripresi dalla grande produzione rinascimentale cinquecentesca aquesiana: – dall’esterno verso l’interno – gli archetti di origine cinese (le costellazioni del cielo), la palmetta persiana e le perle incastonate. Il tutto quindi ripreso dalla produzione maiolica del XVI secolo, ma non si tratta di un esercizio di copia né di un tentativo di realizzare un falso d’epoca, bensì un’opera moderna, originale, semplice ed essenziale realizzata con eleganza di forme e di disegno, con materiali molto economici tesi a ridurre i costi i produzione, in linea con la secolare tradizione locale.

Foto numero 1

2

Vassoio marcato Fuschini – Acquapendente, in Coll. privata a Milano

Per quanto riguarda i vascellari Remedi invece, poichè come sempre sono più attratto e affascinato dalla produzione aquesiana rinascimentale, ho preferito analizzare e studiare l’arte di Angelo, il capostipite, e le sue opere del periodo 1530 -1550. Il nostro figulo appare per la prima volta nel documento inedito dell’archivio notarile di Viterbo del 1537 (notarile Acquapendente – 178 – Sforza Bernardino De Perusio 1536 – 1539, foglio 64 r-v), dove partecipa al gruppo elitario dei venditori dell’arte dei vascellari. La sua presenza è confermata anche nel 1546 (atto notarile – prot. 480, foglio 247/249 – Ludovico Morello quondam Bartolomeo 18/2/1546) e quindi nel periodo ancora di massima fortuna economica e di grande espansione della produzione maiolica locale, anche se a mio avviso il massimo della qualità viene raggiunto tra il 1450 e il 1520.

Non voglio dilungarmi oltre e sottopongo alla tua attenzione a quella dei frequentatori del blog, la foto di due stupendi albarelli in collezioni private, prodotti intorno al 1530 circa per l'”ospizio dell’Angelo” ad Acquapendente, infatti reca in alto sopra il cartiglio farmaceutico (Popoleon l’uno e Sur-rosato l’altro), il marchio economico R.A. per Remedi Angelo;

 

dopo_fig2

 

sotto il cartiglio è dipinto in modo straordinario un angelo a figura intera quale emblema dell’ospizio. Quindi la mia lettura iconografica dei vasi ribalta quella degli Accademici Blablaisti per i quali il marchio economico del vasaio veniva indicato come emblema di una ipotetica farmacia conventuale. Questa tipologia di vasi da spezieria prodotti in grande quantità sin dai primi decenni del XVI secolo sono stati spesso attribuiti in passato a Casteldurante e come al solito senza validi motivi storici, tecnici o scientifici; prossimamente presenterò su questo blog un mio studio che li assegna definitivamente ad Acquapendente.

3 4

Grande albarello in coll.privata Firenze

5Albarello dalla coll.Bayer, num.18 pag. 78/79

Sottopongo inoltre alla vostra attenzione una bella coppa con il ritratto d una signora dell’epoca, 1550 circa, molto incisivo, siglato ai lati del volto R.A parafati, ancora la sigla di Angelo!

67

Coppa in coll.privata nelle Marche

Per finire visto il successo di CREMELIA BELLA della seconda metà del XVI secolo, vi prego di ammirare l’ultima foto recto e verso della Bella BIANCIFIORE, piatto di proprietà di un famoso antiquario parigino, sicuramente aquesiana e forse prodotta nella bottega dei Remedi.

89

cover_conferenza_29

Il 29 agosto 2015 dalle ore 10,30 si terrà ad Acquapendente presso la Sala Conferenze del Museo della Città il secondo incontro del “Ciclo di Conferenze sulla Ceramica di Acquapendente dal XIII al XVIII secolo“: La simbologia della Passione di Cristo nella maiolica del Lazio”, a cura di Romualdo Luzi.

di Giuseppe Ciacci

Per arricchire ed aggiornare l’argomento sulle “Belle” di Acquapendente voglio aggiungere questo mio modesto contributo alla discussione.

Per prima cosa è bene aggiungere alla visione di tutti il piatto in collezione privata (fig. 1) presente nel primo saggio1 che tratta dettagliatamente l’argomento in questione tratto da Le “ Belle” nella ceramica di Acquapendente; aut. Romualdo Luzi in, Le ceramiche medievali e rinascimentali di Acquapendente, “Atti del I Convegno di studi. Acquapendente 20 Maggio 1995”.

FIG1

fig 1

Su di esso è riportata la data 1588 ed il cartiglio è verticale come il piatto di Cremelia aggiungiamo quindi

LIVISA BELLA” alla nostra parata di bellezze; nella scheda Luzi descrive il piatto come realizzato ad ingobbio sotto vetrina, interessante anche il frammento proveniente da Farnese2 descritto nello stesso articolo che sappiamo ingobbiato e invetriato esternamente (fig.2)

FIG2

fig 2

A questo punto volevo aggiungere alcuni frammenti (fig.3-fig.4-fig.5) provenienti da Acquapendente3 in particolare

FIG3

fig 3

FIG4

fig 4

FIG5fig 5

I primi due dagli scavi di via Rugarella 84 (2014) mentre il frammento di fig. 5 dagli scavi di Piazza Tranquillo Guarneri (1990), questi frammenti da una prima analisi sembrano tutti realizzati con la tecnica dell’ingobbio ed hanno l’esterno invetriato.

Così come i due frammenti da raccolta privata (fig.6 e fig.7) anch’essi provenienti da Acquapendente4.

fig6

fig 6

fig7

fig 7

E’ impressionante come tutti questi frammenti possano essere indistintamente sovrapposti ad uno qualsiasi dei piatti delle nostre belle senza che i piatti stessi perdano la loro compiutezza grafica. Mi sono divertito a fare una piccola manipolazione fotografica per dimostrare l’appartenenza di questi frammenti a piatti identici a quelli in questione (fig. 8, 9, 10, 11).

fig8

fig 8

FIG9

fig 9

fig10fig 10

fig11

fig 11

Questo a dimostrazione che per circa 20 anni (1579-1596) la produzione di queste tipologie di piatti ha utilizzato gli stessi spolveri e lo stesso modus operandi, con lievi modifiche che riguardano l’ornato e gli accessori; altro accostamento irriverente può essere “l’ispirazione iniziale” che può aver avuto il pittore delle belle, rubando la posa a qualche copia circolante della venere del Botticelli (fig.12) perdonatemi l’azzardo ma i mezzi informatici ci permettono questo ed altro.

fig12

fig 12

Ritornando sull’argomento può essere interessante, per approfondire l’iconografia, elencare i tipi di orecchini, la collana principale, il pendente della collana, la collanina secondaria (sempre presente), così come le finiture degli abiti, le acconciature dei capelli, le date e i cartigli con i nomi. Il solo confronto tra i decori del corpetto (fig13): tre linee verticali alternate con spazi riempiti da x e da riccioli o s segnati in senso orario e antiorario, graffiti in bianco su fondo blu, permette di dire che sono pressoché identici su tutte le “belle”5.

FIG13

fig 13

Voglio ora inserire una nota di attualità nella discussione mostrando ciò che gli artigiani di Acquapendente ancorati alla forte tradizione locale ancora producono; le foto (fig. 14-15-16) che seguono sono ceramiche6 che richiamano le nostre belle del passato e dovute all’abile mano del ceramista aquesiano Claudio Ronca.

fig14

fig 14

fig15

fig 15

fig16

fig 16

Sono dunque tante le “belle” sconosciute che sono state prodotte negli anni e per il futuro ci dobbiamo aspettare di incontrarne altre, magari con qualche indizio per poter dare un nome al “Pittore di Cremelia” .

Per concludere essendo tutti i frammenti prima illustrati e i piatti descritti da Luzi ingobbiati e invetriati all’esterno è interessante capire se il piatto di “Cremelia” può essere un discriminante essendo una maiolica, non ingobbiata; se la Prof.a Gardelli ha la possibilità di fare una ricognizione sul piatto ci può aiutare ad escludere questo, che ad oggi è l’unico elemento che differenzia la nostra bella dalle altre.

NOTE:

1) in “LE CERAMICHE MEDIOEVALI E RINASCIMENTALI DI ACQUAPENDENTE” , Atti del I° Convegno di Studi (Acquapendente 20 maggio 1995) a cura di Renzo Chiovelli, edito dal Comune di Acquapendente e dalla sede locale dell’ Archeoclub d’Italia, Maggio 1997, pag.63-71

2) come sopra pag. 106 e in “Ceramiche medievali e rinascimentali del Museo di Farnese” Testimonianze dai butti del centro storico, Luciano Frazzoni, edito dal Sistema Museale del Lago di Bolsena, Quaderni n° 8, Bolsena 2007, pag.43.

3) Scavi eseguiti dalla Soprintendenza per l’Etruria Meridionale in collaborazione con l’Archeoclub di Acquapendente.

4) In uno dei frammenti ingobbiati ed invetriati all’esterno si intravede il cartiglio con parte del nome “BATOM”?

5) Anche il frammento di fig. 7 ha il corpetto con le stesse caratteristiche degli altri piatti.

6) le immagini delle ceramiche sono state riprodotte su mattonelle smaltate 20×20 cm. tratte da disegni originali.

Brocca Medievale AcquapendentePASSIONE; TRADIZIONE; DIFFUSIONE; RICERCA DELLA VERITA’ STORICA;

PASSIONE è quello che ci accumuna e ci permette di ritagliare parte del nostro tempo e delle nostre energie per diventare: studiosi, collezionisti, ceramisti, restauratori, semplici simpatizzanti o professionisti al servizio di una causa o di un progetto.

TRADIZIONE è quello che ti offre il territorio, quello che altri prima di te hanno fatto e sperimentato, tracce seminate in ciò che ti circonda, elementi di riconoscibilità peculiari di una zona rispetto ad altre.

DIFFUSIONE è fare partecipe delle tue attività o idee la collettività intesa come insieme di individui in grado di recepire o condividere i tuoi interessi o i tuoi obbiettivi.

RICERCA DELLA VERITA’ STORICA è la meta finale, la si raggiunge attraverso la diffusione, l’esperienza, la pratica diretta, gli studi, i viaggi, il lavoro. E’ l’arricchimento personale che ti fa crescere e che fa crescere insieme a te tutta la comunità, è insieme fine ed inizio di mille altri percorsi.

Questo Blog ha come radici di base la tradizione e la passione per la ceramica di Acquapendente le fronde di questo albero secolare saranno la diffusione e la verità storica della stessa. Ancora »